L'operatività del CIRP

L'approccio del CIRP

L’approccio del CIRP è da considerarsi globalmente come “ecologico”, ovvero centrato sulle caratteristiche specifiche della persona e pensato in relazione al suo ambiente di riferimento. Si struttura nell’insieme olistico delle sue attività, che rappresentano la sua operatività.  

L’intervento crea un “ponte” che conduce le persone da un ambito sanitario iniziale centrato sulla malattia e sulle sue conseguenze, ad uno più esistenziale e territoriale in grado di valorizzare le abilità e di avere un influenza positiva sulla qualità di vita personale e relazionale. Il lavoro del CIRP si può declinare in quattro livelli di funzionamento

Un primo livello di “Accoglienza e conoscenza personale” della persona e dei suoi cari, in cui si fornisce una prima consulenza per approfondire i cambiamenti cognitivi, emotivi e relazionali in seguito all’impatto del danno cerebrale.

Un secondo livello di lavoro specifico di “Resilienza e cambiamento”, al fine di supportare la persona al raggiungimento delle migliori condizioni possibili per gli obiettivi finali del ri-posizionamento sociale e della maggior autonomia possibile.

Un terzo livello di “Possibilità di partecipazione”: in cui sono proposti laboratori socio-relazionali coerenti con le possibilità e le caratteristiche del singolo partecipante, che possano essere un’occasione sia di attivazione e stimolazione sia di coinvolgimento attivo;

Un quarto livello di “Integrazione col territorio e intervento sociale e di comunità”: in cui sono comprese le azioni rivolte sia alle persone, per facilitare la loro partecipazione ad attività presenti sul territorio individuate ad hoc, sia alla rete sociale, per generare e condividere conoscenze.

Foto Sito (18)

Accoglienza e conoscenza personale

Le persone possono accedere all’intervento su invio dei Servizi o autonomamente, previa segnalazione utilizzando uno dei contatti del centro (telefonico o mail).

Dopo il primo contatto telefonico, viene fissato un primo colloquio di accoglienza e di conoscenza generale, per poi concordare insieme come proseguire la consulenza.

La prima consulenza serve:

    • Per approfondire la situazione linguistica, comunicativa, cognitiva emotiva e relazionale della persona e della coppia comunicativa.   
    • Per orientare persone e famiglie.
    • Per avere delle idee preliminari per il progetto socio relazionale possibile.

Al termine della consulenza viene concordato con la persona come proseguire l’intervento al fine di realizzare lo specifico progetto socio relazionale.

Intervento sul cambiamento per facilitare la resilienza

Gli interventi psicologici, narrativi e neuropsicologici ecologici, possono essere svolti sia individualmente (con le persone o con i loro familiari), sia in coppia (persona con il suo partner comunicativo), sia in gruppo.

Questo intervento è attivato per aiutare la persona ad affrontare al meglio il cambiamento e poter quindi creare le migliori condizioni di vita possibili, sia per continuare a migliorare (o mantenere i progressi già ottenuti) anche quando la riabilitazione tradizionale è terminata, sia per implementare le proprie abilità e accrescere il proprio benessere psicologico.

Modalità, tipologia e caratteristiche dell’intervento proposto, vengono concordate insieme alla persona e riferite ad un più ampio progetto socio relazionale personale, che in questa fase potrà essere definito con maggiore precisione.

A questa fase di intervento possono essere associati i seguenti obiettivi terapeutici:

  • Sostegno psicologico per permettere l’elaborazione delle problematiche collegate al cambiamento che possono aver ricadute negative sulla sfera del sé, sull’identità e sul ruolo sociale.
  • Potenziare le abilità di comunicazione verbali, e non verbali, per implementare le strategie di compenso
  • Supportare ad una miglior gestione della fatica emotiva e dell’ansia linguistica.
  • Stimolare le abilità e le strategie cognitive, connesse con il progetto socio relazionale individuale.        
IMG_20170511_123317_283
marzo19-5793

Laboratori di partecipazione sociale

I laboratori proposti sono stati progettati per offrire una possibilità di socializzazione intermedia, in cui poter mettere in pratica le proprie abilità comunicative e cognitive. Le attività rappresentano non solo un’occasione di stimolazione in linea con le caratteristiche personali, ma anche un laboratorio per la socialità attiva ed il ri-posizionamento sociale.

I laboratori possono essere permanenti o a tempo determinato e sono concepiti per essere palestre di inclusione sociale, nonché di realizzazione del progetto socio relazionale personale sul territorio.

Nella progettazione e nell’attuazione sono coinvolti anche i peer educator, che vengono adeguatamente capacitati e formati affinché diventino facilitatori delle attività e della socializzazione.

  • Laboratorio di stimolazione cognitiva ludica: laboratorio con persone over settanta con declino cognitivo che prevede l’impiego di giochi riadattati sulla base del livello e tipo di compromissione per stimolare in modo coinvolgente e specifico le funzioni cognitive residue; il gruppo è condotto da un neuropsicologo;
  • Banca del tempo e delle competenze: incontri a tema (pittura, yoga, sartoria…) aperti alla comunità in cui vengono messe in risalto e condivise le competenze, le risorse e le conoscenze delle persone con disabilità cognitiva acquisita, gestito da peer educator;
  • Gruppo di mutuo-aiuto per caregiver: incontri di condivisione e confronto sulle difficoltà incontrate dei caregiver;
  • Laboratorio di lettura e discussione: gruppo di lettura di testi e discussione, autogestito da persone con disturbi linguistici, affiancati da una volontaria del circolo dei lettori;
  • Lab di teatro (Teatro Babel): laboratorio teatrale che consente agli individui affetti da afasia cronica di sentirsi protagonisti della propria storia di malattia e di vita attraverso performance attoriali (Basilicò, Come guerrieri senza spada, Parole dentro, Prendo Amore) presentate a festival rinomati del territorio (Fringe Festival) con significative ricadute a livello identitario individuale e di diffusione di cultura;

Integrazione col territorio e intervento sociale e di comunità

Questa fase finale dell’intervento ha che fare con la realizzazione sul territorio del progetto personale di attività su cui si è lavorato nelle fasi precedenti.

Vi è una fase di intervento, definita di Segretariato Sociale, in cui le persone e i loro cari sono supportate e facilitate nell’accesso e nella partecipazione ad attività sul territorio che siano in linea con le proprie possibilità ed interessi.

Connesso con questo livello vi è la più ampia accezione di intervento sociale e di comunità, che si prefigge di intervenire con diversi strumenti ed a vario titolo, con l’obiettivo di generare conoscenze adeguate sulle problematiche e di sensibilizzare l’ambiente ad una cultura che faciliti l’integrazione.

Ivi si collocano:

  • l’attività di formazione su specifici fattori connessi con le problematiche linguistiche e comunicative e rivolta ai caregiver formali e informali, svolta anche in seno ai Servizi ed alle Università.
  • L’attività di ricerca, di pubblicazione, di confronto con la comunità scientifica, che oltre ad fornire indicazioni sull’efficacia e sugli standard di competenza necessaria per gli interventi, è funzionale a generare sinergie, conoscenze e buone prassi condivise  

Nella cooperativa CIRP è attivo Teatro Babel, che oltre ad essere un laboratorio di partecipazione ed inclusione sociale, si rivolge alla comunità diffondendo cultura attraverso la produzione e la rappresentazione dei suoi spettacoli,  che avviene sui palcoscenici dei principali teatri di Torino e dintorni

IMG_20170213_210123_900